L’ansia e la disfunzione erettile: il fattore psicologico nella disfunzione erettile

L’ansia e la disfunzione erettile: il fattore psicologico nella disfunzione erettileLa disfunzione erettile può essere scolasticamente definita come l’impossibilità soggettiva di raggiungere e mantenere un’erezione stabile e duratura che permetta di avere un rapporto sessuale completo.

Le cause disfunzione erettile di questo disturbo della sessualità possono essere cercate nella fisiologia dell’individuo o nella sua psicologia.

Le cause di natura psicologica sembrano essere statisticamente superiori rispetto alle, altre e la loro eterogeneità richiede un approccio molto più dinamico ed adattabile per riuscire a venire a capo della disfunzione erettile.

ansia e la disfunzione erettile

Fra queste rientra a pieno titolo l’ansia, la quale viene definita come uno stato di pressione psicologica in grado di deprimere il sistema immunitario ed endocrino, portando ad un generalizzato stato di malessere.

Questo malessere può investire la sfera sessuale in varie maniere, quella che ci interessa oggi è come l’ansia influisca sulle prestazioni sessuali e sull’impotenza.

Il rapporto sessuale è finalizzato naturalmente al concepimento, ovvero all’inseminazione finalizzata alla perpetuazione della specie. Nella modernità si tende spesso a pianificare questo evento, poiché le preoccupazioni di carattere economico e sociale, portano ad assumere un atteggiamento maggiormente razionale per garantire ai propri discendenti il migliore dei futuri.

Quando per la coppia sia giunto il fatidico momento di non usare più metodi contraccettivi e provare a concepire il primo figlio, può sorgere in capo all’uomo di famiglia una grossa dose di pressione e stress, specialmente qualora non ci siano “evoluzioni” sul breve-medio periodo.

Se si desidera un figlio sarebbe meglio cercare di non pianificare i rapporti sessuali: vivendo il rapporto come un evento prevedibile, di routine, determina una difficoltà nel rilassamento e nel piacere di coppia. La ansia di voler concepire, può risultare assolutamente tragica per il livello di libido maschile, potendo arrivare a livelli parossistici con difficoltà nell’eiaculazione e nella stessa erezione.

Un recente studio portato avanti da un pool di andrologi della Corea del Sud e pubblicato sul prestigioso “British Journal of Urology”, ha coinvolto più di 400 uomini impegnati nel periodo di concepimento pianificato con la propria compagna, ha dimostrato come la pianificazione dettagliata del rapporto sessuale ha determinato deficit erettile nel 50 % dei casi, mentre il 5,2 % ha riscontrato impossibilità nel raggiungere l’orgasmo. Stime recenti, dimostrano come il problema sia attuale anche in Italia, considerando che sono più di 70.000 le coppie che abbiano questo tipo di problema.

Il dottor Bruno Giammusso, da tempo sensibile nel delicato problema del ruolo maschile nel concepimento, ha evidenziato come i risultati del test sudcoreano dimostrino la relazione fra sesso a comando e calo (drammatico) della libido maschile.

Le cause specifiche sono molteplici: timore di non riuscire a tener testa alle aspettative (con conseguente generazione di ansia) che può sfociare in una vera e propria depressione quando l’uomo si ritenga responsabile del mancato concepimento, in secondo luogo la pianificazione toglie l’aspetto più irrazionale ed animale del rapporto sessuale (in questo senso la spontaneità e la naturalezza rappresentano 2 elementi chiave e molto vicini fra di loro), il sesso non è più un piacere ma un dovere.

Il problema psicologico si può aggravare qualora vi siano episodi di disfunzione erettile: in questo caso l’ansia del non riuscire a diventare padri si acuisce e si compenetra con quella del non riuscire ad “imporre” la propria virilità.

Cause disfunzione erettile – L’ansia da prestazione è poi molto comune fra gli uomini più giovani, soprattutto nella caso in cui la prima esperienza sessuale risulti fallimentare.

Il fallimento del primo rapporto può determinare un trauma vero e proprio, che può diventare un tarlo difficile da eliminare nei rapporti a venire. Questi, vengono vissuti con molta ansia con eccessiva ricettività alle reazioni provenienti dall’esterno (partner, famiglia e società), tramutando ciò che crediamo aspettativa in un dovere comportamentale che può incidere profondamente sulla soddisfazione del rapporto sessuale.

Ad incidere a riguardo possono essere i rapporti con i genitori: un’educazione troppo dominante può determinare difficoltà nella formazione di un corretto modello maschile nel futuro “pater familias”, il quale potrà maturare le proprie insicurezze nel tempo, manifestandole in tutta la loro forza nel momento di dover formare una propria famiglia.

Anche il rapporto con la propria partner è sicuramente rilevante, poiché è facile che all’interno della dinamica di coppia si venga a formare la figura del “capro espiatorio” per i fallimenti sessuali. In realtà è bene avere una comunicazione chiara nel determinare che le eventuali responsabilità sono da dividere fra entrambi i coniugi.

Gli psicoterapeuti notano la correlazione fra conflitti di coppia e disfunzione erettile maschile e, sebbene gli stessi uomini cerchino di sminuirne l’importanza, nella realtà sono proprio i conflitti a determinare l’ansia e l’impotenza.

La dimensione culturale non può essere trascurata, poiché diversi studi scientifici hanno dimostrato come, sia per gli animali che per l’uomo, un passaggio da una posizione di supremazia ad uno di sottomissione (all’interno della relazione di coppia), determini una sensibile riduzione dei livelli di testosterone presenti nel sangue. La parità delle posizioni fra uomo e donna è una delle conquiste del movimento di emancipazione femminile ma va anche considerata l’eventuale conseguenza in termini di fertilità e potenza sessuale generalizzata.

Solo una comunicazione limpida e diretta, oltre ad un rapporto di vero amore, possono portare al superamento di queste difficoltà e ad un miglioramento della vita sessuale di coppia.

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